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Già negli anni ’50 in provincia di Pavia erano attive alcune manifestazioni di ottimo livello come la Pavia-Sanremo, il Giro della Provincia di Pavia, la Coppa Lomellina e la Pavia-Saint Vincent. Verso l’inizio degli anni sessanta i rallye diventano un fenomeno sempre più di massa e il pubblico inizia ad apprezzare questi piloti alle prese con strade impervie, spesso mulattiere, dove buche, fango e sassi sono all’ordine del giorno. Questo innovamento sportivo è già nell’aria da tempo e Pavia non ne è immune, ma ancora per diversi anni non succede nulla anzi, spariscono tutte quelle manifestazioni che facevano ben sperare. L’arrivo di Benedetto Pelliccioni alla direzione dell’Automobile Club Pavia porta una concretezza a tutti i sogni motoristici locali ed avvalendosi della collaborazione di Siro Pietro Quaroni, il “professore” che lascerà una traccia indelebile nella storia del rallysmo nazionale, viene subito riscoperto il Giro della Provincia, ormai in letargo dopo dieci edizioni. Rivisto e corretto sotto la forma di “Regolarità Sprint”, nella primavera del 1969 i motori ritornano a farsi sentire nella città delle Cento Torri. Sull’onda di questa esperienza nasce una scuderia cittadina affiliata direttamente all’Automobile Club: la Pavia Corse.
A presiederla è chiamato il cavalier Giovanni Manzoli che si avvale della collaborazione di Gianpiero Nascimbene e del presidente della Commissione Sportiva, Alessandro Redaelli. I colori sociali sono il giallo ed il nero racchiusi in un marchio triangolare raffigurante un leprotto con in basso una riga a scacchi bianchi e neri. I promotori della nuova scuderia sono ricchi di iniziativa e di entusiasmo tanto che nel settembre dello stesso anno viene affidato ai fratelli Luigi, Bruno e Gianni Valle, titolari di una officina Renault, l’onere di costituire una squadra di giovani piloti da crescere, istruire e lanciare nei rallye. Fra i primi Piero Ventura, giovane promessa kartistica con alle spalle 112 corse e 18 vittorie oltre a diverse esperienze in Formula Monza; Alessio Bencich, abile pilota “pistaiolo” con le piccole Fiat-Abarth; Bruno Zetti, Mario Ferrari, Giorgio Giardini, Giovanni Cavallotti, Vittorio Zaffarana, Tino Premuni, Gabriele Rizzi, Angelo Panzarasa e ancora Cereda, Valle e Coppalini. Negli ambienti dell’officina dei Valle iniziano i corsi teorici mentre al sabato ci si porta sulle impervie strade di Nazzano, Oramala e Sant’Albano da dove si ipotizzano dei veri e propri mini rallye. Con il contributo finanziario della Scuderia, dell’Automobile Club e l’autotassazione dei soci, si acquistano cinque Renault R8 di seconda mano che i Valle sistemano nella meccanica e nella carrozzeria, dipingendole nei colori sociali. Altri piloti si aggiungono verso fine anno come Vittorio Baudini, Felice Marchesi, Giampiero Vai, Beppe Invernizzi, Elio Raimondi, Ettore Masnata, Angelo ed Enrica Vistarini. La presentazione ufficiale della Pavia Corse avviene durante la festa sociale
dell’Automobile Club Pavia presso l’Old River, locale alla moda di Viale Libertà dove Siro Pietro Quaroni, impagabile cerimoniere, premia con orgoglio Giovanni Alberti, vincitore del titolo italiano prototipi. Fra i premiati anche Vittorio Baudini, primo pilota della scuderia ad aggiudicarsi una gara nazionale. Al termine della serata Siro Pietro Quaroni presenta la dodicesima edizione del Giro della Provincia in calendario il 12 aprile 1970 e valida come prova del Campionato Italiano di Regolarità Sprint. La prima uscita ufficiale della Pavia Corse è dunque fissata nella gara di casa ma il bilancio finale non è dei migliori con l’equipaggio Bencich-Cavallotti unico al traguardo. Delle altre vetture al via Ventura-Premuni demoliscono la loro R8 in una scarpata, Mario Ferrari li imita anche se con minori danni mentre gli altri sono costretti alla resa per problemi meccanici. Ma i piloti della Pavia Corse si riprendono subito ottengono nel corso dell’annata ottimi risultati a Vercelli, Biella, ai Monti Savonesi, a Torriglia, al 333 Minuti di Novara ed al Rallye Alpi Orientali di Udine. A fine stagione arriva anche un giovanissimo Luigi Bossi mentre la Pavia Corse apre un “distaccamento” presso la concessionaria Citroen-Vistarini di Voghera. Con il ’72 sono parecchi i piloti che difendono i colori giallo-neri della Pavia Corse e fra questi Eros Noè, un giovane molto interessante. Fra gli arrivi dei tanti piloti anche due nomi di spicco, il milanese Leo Pittoni e la moglie Serena, una coppia già largamente affermata nel settore. Con Pittoni su Porsche 911 ed i lomellini Marchesi-Bertassi con la Fiat 128, la scuderia pavese partecipa al Rally di Montecarlo di quell’anno. La Pavia Corse è ormai una realtà consolidata ed il sogno di quei pochi appassionati che ne sono stati i padri sembra non aver fine. Ma purtroppo come tutti i sogni anche questa bella favola è destinata ad un brusco risveglio. Alla fine del 1972, la scuderia pavese ha un bilancio estremamente negativo che la porta allo scioglimento dopo quattro stagioni ad alto livello. Ma l’anima della scuderia continuerà a vivere per molti anni ancora con quel gioiello che sarà il Rally 4 Regioni, che dal 1971 al 1986 fu uno dei maggiori rally italiani ed europei.

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